Attacchi di panico e agorafobia

La cultura e la società rappresentano elementi dinamici caratterizzanti il mondo in cui viviamo. Col passare degli anni, i mutamenti al loro interno si fanno via via più rapidi e repentini, tanto che spesso ci colgono in qualche modo impreparati. Un esempio classico può essere lo straordinario sviluppo in ambito tecnologico su svariati fronti.

Così come cambiano le mode, i bisogni, le ideologie, possiamo vedere come, all’interno dell’ambito psicologico, sia cambiato il modo con cui gli individui, prevalentemente, manifestano il proprio disagio. La situazione è ben diversa, infatti, da quando, alla fine dell’800, periodo storico in cui muove i primi passi la psicoanalisi, le pazienti che arrivavano nello studio in cerca di aiuto presentavano i sintomi di quella che viene tutt’oggi definita Isteria. Figlia di un’epoca, quella vittoriana, in cui la sessualità veniva considerata un tabù (con particolare riferimento alle donne) e attivamente repressa, questa patologia oggi ha subito un notevole ridimensionamento, sia per le possibilità di trattamento, ma anche, e forse soprattutto, per i notevoli cambiamenti socio-culturali che sono avvenuti nel frattempo.

La società odierna, infatti, presenta connotati bene diversi. Oggi viviamo in un mondo, soprattutto per quanto riguarda la situazione di alcuni paesi, anche tra i più industrializzati, caratterizzato, da un lato, dalla precarietà, sia lavorativa che affettiva, dall’altro, da un ambiente sociale sempre più incentrato sulla performance, che richiede alle persone l’eccellenza e in cui l’errore, in pratica, non è contemplato. L’individuo si trova pertanto schiacciato in una morsa in cui, con sempre meno risorse a disposizione, gli viene imposto il massimo della resa. Non stupisce pertanto, in un contesto tanto ansiogeno, che la patologia più caratterizzante la modernità sia da molti considerata il disturbo di Panico.

Disturbo di Panico e Agorafobia

Gli attuali manuali diagnostici utilizzati in ambito psichiatrico (ICD-10 e DSM-V) distinguono il disturbo di Panico dall’Agorafobia. Tuttavia, numerose evidenze frutto della ricerca in psicologia, mettono in risalto come le due patologie siano strettamente legate, poiché hanno riscontrato che la maggior parte delle persone con agorafobia ha una storia precedente di attacchi di panico e attribuisce l’insorgenza dell’agorafobia all’esperienza di panico.

L’attacco di panico

Un attacco di panico è una reazione d’ansia imprevedibile che sopraggiunge senza che ci sia uno stimolo esterno o un evento stressante significativo che possa essere individuato come causa scatenante. Spesso, l’attacco di panico viene descritto dalla persona che ne fa esperienza attraverso sintomi somatici molto simili a quelli di una crisi cardiaca. Non è raro, infatti, che la prima reazione di che viene colpito da tali attacchi sia quella di rivolgersi al pronto soccorso. L’attacco dura generalmente dai 5 ai 20 minuti ed è quasi sempre caratterizzato da sintomi somatici e psichici (es. tachicardia, nausea, paura di morire, sensazione di perdere il controllo etc.). Non di rado, esso è seguito da ansia anticipatoria, cioè la paura che si verifichi un altro attacco, e da evitamento attivo di alcuni luoghi o situazioni, considerati dall’individuo come contesti da cui sarebbe difficile o imbarazzante scappare nel caso si verifichi un nuovo attacco.

Agorafobia

L’agorafobia, similmente, è definita come l’ansia di essere in luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile o imbarazzante fuggire, nonché come la paura di essere in luoghi o situazioni nelle quali sarebbe difficile o imbarazzante chiedere aiuto nel caso sopraggiunga un attacco di panico. Questi luoghi e situazioni possono essere affrontati con estrema ansia e disagio oppure venire attivamente evitati.

Questi due disturbi strettamente legati, non di rado, sono complicati da sintomi depressivi secondari al disturbo d’ansia, nonché dall’utilizzo di sostanze (ad es. alcol) al quale l’individuo ricorre per far fronte al disagio.

Dott. Jacopo Guarino

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