Non tutti conoscono il significato del termine “oggetto transizionale” eppure tutti possono comprenderlo se lo si sostituisce con la famosa “copertina di Linus” che nell’immagine collettiva rappresenta l’oggetto transazionale per eccellenza.

L’autore che ha scoperto questo fenomeno attribuendone un nome, è stato Donald Winnicott, pediatra e psicoanalista britannico del secolo scorso. La portata del suo pensiero è stata innovativa e davvero utile sia per lo studio e la cura dello sviluppo psicologico del bambino, sia per la psicoterapia degli adulti

L’oggetto transizionale rappresenta per noi una terza area relazionale che si inserisce tra quella psichica della realtà interna e quella interpersonale. É grazie all’area transizionale e all’utilizzo dei suoi oggetti che il bambino fa chiarezza ed esperienza di sé e del mondo esterno, dapprima con la sensazione, poi con l’illusione e infine con la percezione. 

Il bambino usa dunque un oggetto esterno concreto, l’oggetto transizionale, con uno scopo apparentemente paradossale: negare la perdita della madre pur allontanandosi da essa e questo di fatto avviene perché il bambino carica simbolicamente un oggetto terzo che tiene vicino a sè.

Questo oggetto gli serve come difesa contro l’angoscia, la tristezza e la solitudine. Con il passare del tempo l’oggetto transizionale viene disinvestito di cariche emotive ma non dimenticato, solo messo nel limbo. Gli oggetti transizionali cederanno  il posto al gioco e poi successivamente agli interessi sociali e culturali.

Per diversi aspetti il lavoro psicoterapeutico e psicoanalitico -di qui il titolo di questo articolo “Il lettino analitico come copertina di Linus”- svolge la funzione dell’oggetto transizionale permettendo al paziente di maturare il suo pensiero e il suo dolore fino ad arrivare a irrobustire il proprio Io per affrontare autonomamente la sua vita quotidiana.

Per ulteriori approfondimenti rivolgersi al testo originale di Winnicott (Gioco e realtà) o contattateci per informazioni in merito.

Dott. Omar Fassio

Il lettino analitico come “copertina di Linus”
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