La nascita di un bambino è un evento trasformativo per i genitori e implica una profonda riorganizzazione della personalità e delle capacità relazionali, fondamentalmente basate sull’attivazione di specifiche competenze e risorse emotive complesse.

La capacità del genitore di entrare in sintonia con gli aspetti affettivi ed emotivi del bambino permette la costruzione di quei legami di attaccamento, sicurezza ed affetto che sono la base delle relazioni umane soddisfacenti.

Al fine di offrire un sostegno ai genitori in difficoltà con il proprio bambino, negli ultimi anni sono stati sperimentati diversi programmi di intervento, tutti accomunati dal duplice obiettivo di migliorare la qualità dell’interazione tra genitori e figlio e di promuovere nel bambino legami di attaccamento sicuro.

Gli interventi possono essere di tipo preventivo, avvalendosi di strumenti di assessment in grado di individuare già nel periodo della gravidanza quei fattori di rischio che possono risultare non adeguati per lo sviluppo fisico, psichico e psicosomatico del bambino;  opppure vengono attuati nel momento in cui si è già manifestata una difficoltà nella relazione genitore – bambino, e/o il bambino presenta precocemente disturbi. Nei primi mesi di vita la sintomatologia clinica si configura soprattutto come un disturbo delle funzioni, cioè un disturbo del sonno, dell’alimentazione, dell’evacuazione, della regolazione.

La specificità della consultazione psicologica perinatale è quella di considerare il lattante e i suoi genitori un unico sistema interattivo. Sono quindi le dinamiche relazionali che si dipanano nel sistema diadico o triadico ad essere oggetto di osservazione ed intervento. Inoltre l’approccio psicodinamico  favorisce  l’esplorazione, da parte del genitore, delle proprie esperienze relazionali passate  e delle rappresentazioni che possono influenzare in modo negativo la possibilià di riconoscere il bisogno di  accudimento del figlio.

Tra le modalità di intervento precoce, trova largo uso quella del video-feedback che si basa sulla videoregistrazione dell’interazione madre/padre e bambino e la successiva revisione del filmato con lo psicoterapeuta. L’obiettivo dell’intervento è quello di migliorare nel genitore la comprensione dei segnali e della comunicazione del bambino e di favorire quindi una capacità autoosservativa e riflessiva.

A cura di Gianpaolo Fresia

La consultazione psicologica perinatale
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